La cucina della tradizione

La cucina della Vallata del Vomano e del Fino affonda le sue radici nelle tradizioni agricole e pastorali dell’Abruzzo, caratterizzandosi per piatti semplici ma dal sapore intenso, tramandati di generazione in generazione. Ogni preparazione riflette il legame profondo con il territorio, utilizzando ingredienti locali e valorizzando le materie prime con tecniche di cottura antiche. 

Uno dei piatti più rappresentativi è il tacchino alla canzanese, originario di Canzano e diffuso nei territori circostanti. Questo piatto si distingue per la sua preparazione elaborata e per il caratteristico servizio a freddo, accompagnato da una gelatina ottenuta dal suo stesso brodo di cottura. La particolarità di questa pietanza risiede nella lunga cottura al forno a legna (oltre dieci ore), assieme ad ossa, zampe, collo del tacchino e mezzo piede di maiale. Il raffreddamento genera una gelatina gustosa, che accompagna il tacchino servito freddo, a pezzi o a rollè, con sottaceti in agrodolce.

Molto apprezzata è anche la pecora alla callara, una preparazione legata alla transumanza. La carne di pecora, solitamente di un esemplare anziano, viene cotta per molte ore in un grande caldaio con odori del territorio, come alloro, finocchietto selvatico, salvia, piperella, rosmarino e peperoncino. Simile è il coatto, piatto di Arsita preparato con il cosciotto di pecora, cotto in tegame con aglio, olio, vino bianco, pomodoro ed erbe aromatiche. 

Simbolo della cucina abruzzese nel mondo, i gustosissimi arrosticini sono piccoli spiedini di carne ovina alternata a grasso, cotti alla brace e serviti caldi con pane casereccio.

Il maiale è ovviamente protagonista della gastronomia locale, specie nel periodo invernale e nelle festività. Celebre è la porchetta, cotta al forno a legna e condita con rosmarino, aglio e pepe. Altra specialità è la n’docca n’docca, piatto a base delle parti più povere del maiale (piedi, muso, ecc.) insaporite con alloro, rosmarino, pepe e pomodoro. Molto diffuse sono anche le salsicce conservate sotto strutto o sott’olio e la ventricina teramana, salumi spalmabili che esprimono il meglio di sé accompagnati ad una bruschetta. Proseguendo con gli insaccati troviamo il prosciutto, la lonza, i salami (di cinghiale, al tartufo), il capocollo, la pancetta di maiale tesa,...

A tal proposito, il Prosciutto Crudo di Basciano è un’eccellenza gastronomica ottenuta dalla coscia di suino maturo, lavorata secondo le antiche tradizioni locali. La stagionatura avviene in un ambiente ideale, grazie alle condizioni climatiche favorevoli e all’aria pura che soffia dal Gran Sasso, conferendo al prosciutto un sapore unico e inconfondibile. 

Anche nella vallata del Vomano e del Fino viene preparato il piatto principe della cucina teramana, le virtù, nella giornata del primo maggio. Questa minestra ricca unisce ortaggi di stagione, legumi secchi, pasta fresca e secca, cotiche, piedini di maiale e polpettine di carne. La preparazione è laboriosa e richiede due giorni. 

Primo piatto teramano d’eccellenza, i maccheroni alla chitarra sono realizzati con farina di grano duro e uova, tirati in sfoglie e tagliati con un attrezzo tradizionale composto da un telaio di legno e da fili di acciaio accostati parallelamente, chiamato per l’appunto ‘chitarra’. Questa pasta è molto versatile e può essere abbinata ad una grande varietà di sughi, ma la combinazione più tradizionale e amata è quella con le famose “pallottine”, ovvero piccole polpettine di carne macinata, parmigiano, uovo e noce moscata, cotte nella salsa di pomodoro.

I freddi inverni vengono piacevolmente riscaldati dalle tradizionali scrippelle ‘mbusse: originarie della zona di Teramo e di tutta la sua provincia, sono delle crespelle sottili che vengono immerse in un eccellente brodo caldo di gallina oppure di carne mista (manzo e pollo), spesso accompagnate da una spolverata di parmigiano o pecorino grattugiato. Questo piatto rustico e dalla lunga tradizione è spesso servito nei giorni di festa. 

Altri piatti di rilievo sono le pappardelle al sugo di papera, il pollo con i peperoni, il coniglio alla cacciatora e le costolette di agnello impanate e fritte, tradizionali nel periodo pasquale. Un assaggio speciale meritano anche le “mazzarelle” (involtini di coratella di agnello avvolti da foglie di lattuga) e il gustosissimo formaggio fritto.

Grazie alla vicinanza con il mare, la cucina della Vallata del Vomano e del Fino comprende ottimi piatti di pesce. Spicca il brodetto, stufato di pesce misto con pomodoro e peperone verde, servito con pane abbrustolito. Questa pietanza è nata come piatto povero dei pescatori di Pineto, Silvi e Roseto degli Abruzzi che utilizzavano quel pescato che era difficile da vendere a causa della sua bassa qualità, o delle dimensioni dei pesci, troppo piccoli, ed è una vera e propria tradizione tipica locale.

Tra gli altri piatti da gustare ci sono le triglie in umido con alloro e prosciutto, i calamari ripieni in umido e la frittura di paranza. Restando sempre in tema marinaro, troviamo un piatto umile ma gustoso: il baccalà, preparato in vari modi, in umido con patate, fritto in pastella o con castagne, noci e uvetta, un pesce davvero versatile.

Passando ai dolci, fra essi spiccano i bocconotti, le sfogliatelle ripiene di marmellata d’uva, li caggiunitt’ (ravioli fritti con ripieno di castagne, miele, cedro, cioccolato, mandorle, rhum, buccia di limone e cannella) e i pepatelli, biscotti croccanti a base di miele, arancia e pepe.

Protagonista fra tutti, la “pizza dogge” è la torta della domenica che riunisce la famiglia a tavola. A base di pan di spagna bagnato con alchermes e rhum, viene farcita con marmellata di mosto cotto, crema al cioccolato, crema pasticcera, pasta alle mandorle e ricoperta da una glassa bianca di albumi e zucchero. Non potete alzarvi da tavola senza averla provata.

Caratteristici della festa di Sant’Antonio Abate sono lì cillitte d’ Sant’Antonie, dolci a forma di uccellini farciti con marmellata d’uva, cioccolato e spezie. Nel periodo pasquale si prepara la pizza di Pasqua, un dolce lievitato, soffice e aromatizzato con anice, cannella e cedro candito.

A Bisenti si producono i tatù, mostaccioli a base di miele e cacao, mentre il dolce tipico di Atri è il Pan Ducale, considerato uno dei prodotti più rappresentativi della sua tradizione gastronomica, insieme al formaggio pecorino. Le origini del Pan Ducale risalgono almeno al 1352, quando veniva preparato come “pizza di mandorle”. Nel 1395 il dolce venne presentato al duca di Atri, che lo apprezzò a tal punto da volerlo sulla sua tavola ogni giorno. Nel 1800 la ricetta ha subito alcune modifiche con l’aggiunta del cioccolato puro, un ingrediente che oggi rappresenta un elemento distintivo del Pan Ducale. Tradizionalmente preparato per le occasioni importanti e per accogliere ospiti e parenti, oggi il dolce è conosciuto non solo in Abruzzo, ma anche nel resto d’Italia e all’estero, mantenendo intatta la sua fama di prelibatezza legata alla storia nobiliare di Atri. Inoltre questo incantevole comune è riconosciuto in Italia e nel mondo come la patria della liquirizia, grazie alla lunga tradizione nella sua coltivazione e lavorazione. 

La viticoltura teramana si distingue per l’eccellenza dei suoi vini, tra cui spicca il celebre Montepulciano d’Abruzzo, apprezzato e premiato a livello internazionale. Accanto a questo protagonista, il territorio offre una ricca varietà di vini locali, come Trebbiano, Passerina, Pecorino e Montonico. Quest’ultimo in particolare, è un vitigno a bacca bianca, storicamente coltivato soprattutto nei comuni di Bisenti e Cermignano (località Poggio delle Rose). Dal Montonico si ottiene un vino dal colore giallo carico, con profumi delicati di frutta e spezie. Al palato è morbido, con una discreta acidità che lo rende fresco e piacevole. Negli ultimi anni, si è dimostrato particolarmente adatto alla spumantizzazione, offrendo ottimi risultati. Grazie alla sua bassa gradazione alcolica, è ideale come aperitivo o in abbinamento ad antipasti di pesce.

Alla fine di questo luculliano pranzo virtuale ricordiamo distillati, infusi e liquori: la genziana, la ratafià, la grappa, l’amaro, la cedrina, l’anice stellato, la liquirizia, la centerba e l’amatissimo vino cotto (di antichissima tradizione, veniva preparato dai nostri contadini quando nasceva un figlio maschio, per poi offrirlo al suo matrimonio).

La cucina della Vallata del Vomano e del Fino è un perfetto equilibrio tra tradizione contadina e marinara, con piatti ricchi di storia e sapori autentici. Che si tratti di una sagra di paese o di un pasto casalingo, ogni pietanza racconta il legame profondo della comunità con il territorio, rendendo questa gastronomia una delle più rappresentative dell’Abruzzo.

The cuisine of the Vallata del Vomano e del Fino has its roots in the agricultural and pastoral traditions of Abruzzo, characterized by simple dishes with an intense flavor, handed down from generation to generation. Each preparation reflects the deep bond with the territory, using local ingredients and enhancing the raw materials with ancient cooking techniques. 

One of the most representative dishes is the turkey alla canzanese, originally from Canzano and widespread in the surrounding areas. This dish stands out for its elaborate preparation and characteristic cold serving, accompanied by a jelly obtained from its own cooking broth. The peculiarity of this dish lies in the long cooking in a wood oven (over ten hours), together with bones, legs, turkey neck and half a pig's foot. The cooling generates a tasty jelly, which accompanies the turkey served cold, in pieces or in rolls, with sweet and sour pickles.

The pecora alla callara is also very popular, a preparation linked to transhumance. The sheep meat, usually from an older specimen, is cooked for many hours in a large cauldron with local herbs, such as bay leaves, wild fennel, sage, piperella, rosemary and chilli pepper. Similar is coatto, a Arsita dish prepared with the leg of sheep, cooked in a pan with garlic, oil, white wine, tomato and aromatic herbs. 

Symbol of Abruzzo cuisine in the world, the tasty arrosticini are small skewers of sheep meat alternating with fat, cooked on the grill and served hot with homemade bread.

The pork is obviously the protagonist of the local gastronomy, especially in the winter and on holidays. Famous is porchetta, cooked in a wood oven and seasoned with rosemary, garlic and pepper. Another specialty is n’docca n’docca, a dish made with the poorest parts of the pig (feet, snout, etc.) flavored with bay leaves, rosemary, pepper and tomato. Also very popular are sausages preserved in lard or oil and ventricina teramana, spreadable cured meats that express their best when accompanied by bruschetta. Continuing with the cured meats we find ham, loin, salami (wild boar, with truffle), capocollo, stretched pork belly,...

In this regard, the Basciano Raw Ham is a gastronomic excellence obtained from the mature pork leg, processed according to ancient local traditions. The maturing process takes place in an ideal environment, thanks to the favourable climatic conditions and the pure air that blows from the Gran Sasso, giving the ham a unique and unmistakable flavour. 

The main dish of Teramo cuisine, the virtù, is also prepared in the Vomano and Fino valleys on the first of May. This rich soup combines seasonal vegetables, dried legumes, fresh and dry pasta, pork rinds, pig's trotters and meatballs. The preparation is laborious and requires two days. 

A first course from Teramo par excellence, maccheroni alla chitarra is made with durum wheat flour and eggs, rolled out into sheets and cut with a traditional tool made up of a wooden frame and steel wires placed side by side, called precisely ‘chitarra’. This pasta is very versatile and can be paired with a wide variety of sauces, but the most traditional and beloved combination is the one with the famous “pallottine”, that is small meatballs of minced meat, parmesan, egg and nutmeg, cooked in tomato sauce.

The cold winters are pleasantly warmed by the traditional scrippelle ‘mbusse: originally from the Teramo area and its entire province, they are thin crepes that are immersed in an excellent hot chicken broth or mixed meat broth (beef and chicken), often accompanied by a sprinkling of grated parmesan or pecorino. This rustic and long-standing dish is often served on holidays. 

Other notable dishes are pappardelle with duck sauce, chicken with peppers, rabbit cacciatore style and breaded and fried lamb chops, traditional during the Easter period. Also worth a special taste are the “mazzarelle” (lamb offal rolls wrapped in lettuce leaves) and the very tasty fried cheese.

Thanks to the proximity to the sea, the cuisine of the Vomano and Fino Valleys includes excellent fish dishes. The brodetto stands out, a stew of mixed fish with tomato and green pepper, served with toasted bread. This dish was born as a poor dish of the fishermen of Pineto, Silvi and Roseto degli Abruzzi who used the catch that was difficult to sell due to its low quality, or the size of the fish, too small, and is a true local tradition.

Other dishes to try include red mullet stewed with bay leaves and ham, stewed stuffed squid and fried mixed fish. Still on the theme of the sea, we find a humble but tasty dish: cod, prepared in various ways, stewed with potatoes, fried in batter or with chestnuts, walnuts and raisins, a truly versatile fish.

Moving on to desserts, the bocconotti, the sfogliatelle filled with grape jam, the caggiunitt (fried ravioli filled with chestnuts, honey, citron, chocolate, almonds, rum, lemon peel and cinnamon) and the pepatelli, crunchy biscuits made with honey, orange and pepper stand out.

The star of the show is the “pizza dogge”, the Sunday cake that brings the family together at the table. Made with sponge cake soaked in alchermes and rum, it is filled with cooked must jam, chocolate cream, custard, almond paste and covered with a white glaze of egg whites and sugar. You can't leave the table without trying it.

Characteristic of the feast of Sant’Antonio Abate are lì cillitte d’ Sant’Antonie, sweets in the shape of birds filled with grape jam, chocolate and spices. During the Easter period, Easter pizza is prepared, a leavened, soft cake flavored with anise, cinnamon and candied citron.

In Bisenti, tatù is produced, mostaccioli made with honey and cocoa, while the typical cake of Atri is Pan Ducale, considered one of the most representative products of its gastronomic tradition, together with pecorino cheese. The origins of Pan Ducale date back to at least 1352, when it was prepared as an "almond pizza". In 1395, the cake was presented to the Duke of Atri, who appreciated it so much that he wanted it on his table every day. In 1800 the recipe underwent some changes with the addition of pure chocolate, an ingredient that today represents a distinctive element of Pan Ducale. Traditionally prepared for important occasions and to welcome guests and relatives, today the dessert is known not only in Abruzzo, but also in the rest of Italy and abroad, maintaining intact its fame as a delicacy linked to the noble history of Atri. Furthermore, this enchanting town is recognized in Italy and around the world as the homeland of licorice, thanks to the long tradition in its cultivation and processing. 

The viticulture of Teramo is distinguished by the excellence of its wines, among which the famous Montepulciano d’Abruzzo stands out, appreciated and awarded at an international level. Alongside this protagonist, the territory offers a rich variety of local wines, such as Trebbiano, Passerina, Pecorino and Montonico. The latter in particular is a white grape variety, historically grown especially in the municipalities of Bisenti and Cermignano (Poggio delle Rose). From Montonico a deep yellow wine is obtained, with delicate aromas of fruit and spices. On the palate it is soft, with a discreet acidity that makes it fresh and pleasant. In recent years, it has proven to be particularly suitable for sparkling wine, offering excellent results. Thanks to its low alcohol content, it is ideal as an aperitif or paired with fish appetizers.

At the end of this sumptuous virtual lunch we remember spirits, infusions and liqueurs: gentian, ratafia, grappa, amaro, lemon verbena, star anise, licorice, centerba and the beloved cooked wine (of ancient tradition, it was prepared by our farmers when a male child was born, to then offer it at his wedding).

The cuisine of the Vomano and Fino Valleys is a perfect balance between peasant and maritime tradition, with dishes rich in history and authentic flavors. Whether it is a village festival or a home-made meal, each dish tells of the deep bond of the community with the territory, making this gastronomy one of the most representative of Abruzzo.